Immigrant Sisterhood

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English version

About

Immigrant Sisterhood è un progetto di ricerca etnografico-partecipativo in cui le ragazze migranti vogliono mostrare diversi aspetti della loro vita. Il metodo usato chiamato Photovoice combina fotografia, gruppi di discussione e azione sociale. Attraverso la fotografia, Photovoice cerca di permettere ai gruppi emarginati e ai loro individui di documentare e riflettere sui punti di forza e sulle sfide della comunità.

Le ragazze sono state incluse nell’intero processo di ricerca: hanno sviluppato le loro domande di ricerca, realizzato immagini su un argomento di interesse, raccontato storie sulle loro immagini e sulle loro vite e vogliono mostrarle al pubblico con la speranza di creare consapevolezza sulla loro situazione specifica.

 

 

             © Gemma Lynch

Le donne rifugiate appartengono ad un gruppo emarginato della popolazione le cui prospettive e le cui voci sono raramente incluse nel discorso pubblico. Le rappresentazioni visive dominanti delle rifugiate nei media le ritraggono come vittime indifese o oggetti sessualizzati. Queste immagini contribuiscono a pregiudizievoli stereotipi di genere che spesso banalizzano la violenza contro le donne e trascurano la voce e le loro risorse come sopravvissute. Con questo progetto PhotoVoice il team di ricerca vuole concentrarsi sui punti di forza e sulle sfide delle donne rifugiate e dare voce alle persone più emarginate.

 

Le Artiste

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Siamo un gruppo di ragazze africane e abitiamo in Sardegna. Stiamo aspettando e sperando per i nostri documenti e la libertà. Per il momento stiamo vivendo in un campo. Con le nostre foto vogliamo mostrare la nostra vita, le nostre forze e le nostre difficoltà. Siamo esseri umani e vogliamo essere trattati così. Vogliamo dimostrare che insieme siamo forti perché siamo più che amiche.

Siamo una sorellanza di immigrate!

 

Mostra Digitale

 

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Quando cammino per strada, i vecchi italiani pensano che tutte le ragazze nere siano solo prostitute. Dicono sempre “Andiamo, andiamo“ o “Quanto costa“. Dovrebbero smettere di vedere tutte le ragazze nere in questo modo, perché non tutte le ragazze nere sono così. Abbiamo la nostra storia, le nostre esperienze. Voglio dire che siamo tutti esseri umani e non vogliamo essere visti solo come oggetti sessuali.

 

 

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   © Gemma Lynch

Quando guardo questa foto so che c’è un futuro promettente per me. Quando c’è speranza, c’è vita. Mi piace vedere il futuro come Dio l’ha creato.

 

 

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Solo perché sono nera e indosso pantaloncini non significa che sono una prostituta. Le prostitute vengono da te, non devi venire dalle ragazze. Se la ragazza non viene da te significa che non è una prostituta.

 

 

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Questa sono io. Sono un’immigrante. Sono in Italia. Vedo un futuro migliore. Anche se amo il mio paese, il mio paese è molto insicuro. L’Italia mi ha salvato. Ma ho un piccolo problema. I bianchi ci prendono per degli stupidi. Ci prendono come nessuno, ma noi siamo qualcuno. Tutti sono qualcuno. Dobbiamo unirci e salvare il mondo. Bianco e nero insieme. Non fa alcuna differenza. Siamo tutti esseri umani.

 

 

IMG_20190320_155509.jpg© Gemma Lynch

Prima di venire in Italia mi hanno detto che è la terra del latte di miele, ma non riesco a trovare il latte, non riesco a trovare il miele. Nel mio futuro voglio diventare un’artista. Voglio aiutare le persone. Voglio vivere una vita normale, come il resto della gente.

 

 

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Questo è nella mia stanza, nel mio campo. È vicino alla finestra. Era in gennaio e fuori faceva freddo. Ci stavamo solo divertendo insieme. Con le mie sorelle e i miei operatori. Abbiamo fatto delle foto insieme e ci siamo vestite in modi diversi. Questa giornata mi è piaciuta tanto.

 

 

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Quando cammino per strada sono arrabbiata, perché spesso mi fermano e mi fanno domande stupide. Come “vorresti venire con me?“. Solo perché sto camminando per strada non significa che sto vendendo il mio corpo. Voglio semplicemente pregarli di smettere con queste sciocchezze.

 

 

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Questo ritratto parla di essere soli e pregare. Il velo è bianco e questo è il mio colore speciale. Amo ogni cosa bianca. Credo in Dio e prego. Così so che un giorno tutto andrà bene.

 

 

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Mi chiamo Adesuwa. Sono un’immigrata e vivo qui in Italia. A prescindere dal fatto che sto bene, non significa che sto perfettamente tranquilla. A volte mi chiedo perché siamo trattati in modo diverso. Nel senso che i bianchi ci trattano come prostitute. È veramente vero? Diavolo, no. Nonostante il fatto che sono una rifugiata, ma la verità deve essere detta perché io difendo la verità. So che ci sono molte ragazze di colore che si prostituiscono per guadagnarsi da vivere qui in Italia. Ma non siamo tutti uguali. Alcuni di noi hanno un futuro luminoso. C’è questo detto “non giudicare un libro dalla copertina“. Quello che sto cercando di dire è che non dovremmo essere classificati come uno solo perché alcuni sono là fuori che prostituiscono quelli che non sono veramente meschini o sono gli stessi come prima dicono i cattivi che non gli facciamo conoscere quelli buoni (sic!). Grazie!

 

 

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Questo è il mio Dio. Quando mi sveglio devo pregare e credere nel mio Gesù. Mi dà speranza. Gesù è la mia forza di vita. Mi dà la speranza di andare avanti. Con lui tutte le cose sono possibili.

Immigrant Sisterhood

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Italian version

About

Immigrant Sisterhood is an ethnographic-participatory research project where young female refugees want to show different aspects of their life. The used method called Photovoice combines photography, focus groups and social action. By means of photography, Photovoice seeks to enable marginalized groups and their individuals to record and reflect on community strengths and challenges.

The girls were included in the whole research process: They developed their own research question, made pictures about a topic of concern, told stories about their pictures and their lives and showed them to public with the hope to create awareness about their specific situation. The project is still in progress. More pictures and stories will be uploaded soon….

 

 

 

 

                     © Gemma Lynch

Female refugees belong to a marginalised group of the population whose perspectives and voices are rarely included in the public discourse. The dominant visual representations of female refugees in media depict them as helpless victims or sexualized objects. These images contribute to harmful gender stereotypes that often trivialize violence against women and disregards women’s agency, voice, and their resources as survivors, protectors and providers. With this PhotoVoice project the research team wants to focus on the strengths and challenges of female refugees and show the voice of the most marginalized.

 

The Artists

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We are a group of black girls living in Italy on the Sardinian Island. We are waiting and hoping for our documents and freedom. For the moment we are living in a camp. With our pictures we want to show our lives, our strengths and our difficulties. We are human beings and we want to be treated like that. We want to show that together we are strong because we are more than friends. We are an Immigrant Sisterhood!

 

Online Exhibition

 

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When I am walking on the street, old italian men think that all black girls are just prostitutes. They always say „Andiamo, andiamo“ or „Quanta costa“. They should stop to see all black girls like this, because not all black girls are like this. We have our own story, our own experiences. I want to say that we are all human beings and we don’t want to be seen only as sex objects.

 

 

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   © Gemma Lynch

When I look at this picture I know there is a bright future ahead for me. When there is hope, there is life. I like to see the future how god created it.

 

 

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Just because I am black and wear shorts it doesn‘t mean that I am a prostitute. Prostitutes come to you, you don’t have to come to the girls. If the girl is not coming to you it means she is not a prostitute.

 

 

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This is me. My name is Alica. I am an immigrant. I am in Italy. I see a bright future. Altough I love my country, my country is very insecure. Italy have saved me. But I have a little problem. The white people they take us for fools. They take us as nobody but we are somebody. Everybody is somebody. We have to join together and save the world. White and black together. It doesn’t make a difference. We all are human beings.

 

 

IMG_20190320_155509.jpg© Gemma Lynch

Before I came to Italy they told me it is the land of milk of honey, but I can’t find the milk, I can’t find the honey. In my future I want to become an artist. I want to help people. I want to live a normal life, like the rest of the people.

 

 

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This is in my room. It is close to the window. It was in january and it was cold outside. We were just having fun together. With my sisters and my operators. We made some pictures together and get dressed up. I really enjoyed this day.

 

 

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When I walk on the street I feel angry, because they often stop me and ask me stupid questions. Like “would you like to come with me?”. Just because I am walking on the street it doesn’t mean that my body is for sell. I just want to beg them to stop this nonsense.

 

 

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This picture is about being alone and praying. The veil is white and this is my special color. I love everything white. I believe in god and I pray. So I know that one day everything will be good.

 

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My name is Adesuwa. I am an immigrant and I live here in Italy. Irrespective of the fact that I am doing well, it doesn’t really mean I am perfectly ok. Sometimes I keep wondering why we are treated differently. In the sense that white people treat us as prostitutes. Is this really true? Hell, no. Despite the fact that I am refugee but truth must be told cause I stand for the truth. I know that there are many black girls who prostitute themselves to earn a living here in Italy. But we are not all the same. Some of us have a bright future. There is this saying „don’t judge a book by it’s cover“. What I am trying to say is that we should not be classified as one just because some are out there who prostitute those not really mean or are the same like there earlier say the bad ones we not let them know the good ones (sic!). Thank you!

 

 

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This is my god. When I wake up I have to pray and believe in my Jesus. He gives me hope. Jesus is my strength of life. He gives me hope for moving forward. With him all things are possible.

What Did All The Sisters Do?

The International Youth Initiative Sisterality draws to a close. Check out the activities of our sisters in Austria, Croatia and Italy!

Thanks to:
Mumushi
Sisterality Italia
Radno i ravnopravno

No changes are possible
overnight. Constant education
and work of all actors on the
problem are necessary to
achieve change. Therefore, our
work continues…🙅‍♀️🙅‍♀️

PDF:

Sisterality-International-network-of-girls-and-young-women

Sisterality-International-network-of-girls-and-young-women

Sisterality – International network of young women

Die internationale Jugendinitiative Sisterality – eine Wortkreation aus Sister und Solidarity – hat das Ziel ein europäisches Netzwerk zur Förderung von Frauenkarrieren zu schaffen und eine Kampagne zur Sensibilisierung von gender-inequality am Arbeitsmarkt zu starten. Junge Frauen, welche von Benachteiligung und prekären Arbeitsverhältnissen betroffen sind, werden Workshops zu relevanten Themen besuchen, auf regionaler Ebene Aktivitäten planen und an internationalen Vernetzungstreffen teilnehmen.

Wir freuen uns auf die Zusammenarbeit mit unseren Partnern PaRiter (Kroatien) und TDM2000 (Italien).

Neuigkeiten gibts bald hier zu lesen…..

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The project name Sisterality is a mix between Sister and Solidarity and leads already to the purpose of the youth initiative. With this project we want to create an international network of girls and young women  to encourage for labour mobility and to create awareness about the topic “gender-inequality on the labour market” through a campaign. We define the international network of girls and young women as a possibility of exchange of competences and resources to promote women-careers in an international context and create awareness about genderinequality on the labour market. Young women will participate at workshops to relevant topics, they will plan activities on a national level and will be part of international networking meetings.

We are looking forward to work with our partners PaRiter (Croatia) and TDM2000 (Italy).

More to come…..

Photovoice_Vernissage / Ausstellung

PHOTOVOICE / Photography is just another way of keeping a diary

Vernissage 26.04.2017, 18 Uhr – 22 Uhr

Exhibition: 27.04 – 11.05.2017 ( 9 Uhr – 16 Uhr)

im Packhaus, Marxergasse 24, 1030 Wien

Im Rahmen eines Photovoice-Projekts, organisiert vom Verein „Die Spinnerei“, setzen sich sieben junge Frauen mit Fluchterfahrungen mit dem Thema Fotografie auseinander. Das Projekt hat das Ziel, die Handlungsräume der Teilnehmerinnen zu erweitern, um damit einen Beitrag zum Empowerment leisten zu können.

Unter dem Motto „Wien, meine neue Stadt – ein Fototagebuch“ hielten die Ausstellerinnen für sie wichtige Motive und Themen mit der Kamera fest.
Die dabei entstandenen Bilder dienen als Sprachrohr für soziale, politische und gesellschaftliche Anliegen und bieten Einblicke in die Lebenswelten der jungen Frauen.

Die Künstlerinnen sind zwischen 14 – 18 Jahre alt und Bewohnerinnen eines Wohnhauses des Arbeiter-Samariter-Bund Österreichs.

Eintritt ist kostenfrei! Für Buffet und Getränke bei der Vernissage ist gesorgt…

Music: Die Künstlerinnen sind die djanes!

Die Digitalkameras sowie die Rahmungen der Fotos für die Ausstellung stellte Canon Austria zur Verfügung. Förderungen gab es von der Magistratsabteilung 57 (Frauenabteilung der Stadt Wien) und der Hil-Foundation.

 

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PHOTOVOICE / Photography is just another way of keeping a diary

Vernissage 26.04.2017, 06.00 pm

Exhibition: 27.04 – 11.05.2017 (09:00 – 16:00)

Where: Packhaus, Marxergasse 24, 1030 Vienna

In our Photovoice-Project „Vienna, my new city“ seven female refugees between 14 -18 years had the possiblity to learn more about photography. The young photographers had professional cameras (donated by Canon Austria), learned how to edit pictures and have organised an exhibition.

The pictures are giving them a voice for social and political matters and offered them an opportunity to give an insight in their daily lifes and their needs in their new hometown.

The young artists are between 14-18 years old and are living in community of the Arbeiter-Samariter-Bund Österreich.

Free Entry!

Music: the participants of the project will be the djanes

Thanks to MA57 and Hil-foundation for their financial support.

Photovoice : Erste Eindrücke

Die Workshops sind gestartet und unsere Teilnehmerinnen haben sich sehr über die von Canon überreichten Kameras gefreut.

Mehr über unser Projekt gibt es auf der Homepage unserer Unterstützerin Hil-Foundation.

Erste Eindrücke sind auch auf der Facebook-Page von Canon und der Spinnerei zu finden.

Wir freuen uns auf die nächsten Treffen und die Fotoausstellung!

Alle Fotos © Stefanie Freynschlag

 

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